Villa d’Este

Villa d’Este

I giardini di Villa d’Este, tra i più belli d’Europa, sono uno dei simboli del rinascimento italiano. La residenza, voluta dal Cardinale Ippolito II d’Este al suo arrivo a Tivoli, fu disegnata da Pirro Ligorio partendo dalla costruzione originale, il Convento della Chiesa di Santata Maria Maggiore. Il complesso si estende su 4,5 ettari e la facciata della villa che guarda il parco è semplicissima, su tre piani, con file di finestre e padiglioni laterali, interrotta solo da un bel loggiato su due livelli col più basso decorato con la Fontana di Leda. Le stanze, disposte in fila su due piani, si aprono sul giardino. L’appartamento del Cardinale, di quattro camere, è a livello del cortile, mentre i saloni sono al piano inferiore. I giardini si estendono su due ripidi pendii, dal palazzo fino a una terrazza piatta: la loggia del palazzo segna l’asse centrale, e i cinque assi trasversali creano prospettive affascinanti terminando, ognuno, in una delle principali fontane del giardino: la Fontana dell’Organo, rettangolare, incastonata tra due ordini coronati da un imponente frontone, la Fontana dei Draghi, vero cuore del complesso con i quattro draghi alati che emergono dal centro del grande bacino ovale, il Vicolo delle Cento Fontane, camminamento al lato del quale sgorgano cento getti d’acqua su tre livelli; la Fontana di Roma, la più suggestiva, e la Fontana del Bicchierone (progetto del Bernini), a forma di calice seghettato dal quale l’acqua cade in una conchiglia.

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