La strada del Prosecco patrimonio UNESCO

La strada del Prosecco patrimonio UNESCO

I colli di Conegliano e Valdobbiadene, situati nell’alta Marca trevigiana, a nord della provincia di Treviso, sono diventati il 55° sito italiano patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco.

La proclamazione è avvenuta domenica 7 luglio a Baku (Azerbaigian), in occasione della 43° sessione del Comitato del patrimonio mondiale Unesco, composto da 21 stati che hanno riconosciuto il valore universale di bellezza paesaggistica, culturale e agricolo unico. La candidatura avvenne nel 2010 mentre nel 2018 l’iscrizione era stata rinviata all’ultimo per soli due voti, quelli di Spagna e Norvegia.

Le colline venete del Prosecco rappresentano il decimo sito al mondo patrimonio Unesco come “paesaggio culturale” e permettono così all’Italia di mantenere la sua posizione di Paese leader per numero di luoghi, tradizioni e attività considerati patrimonio mondiale.

Conegliano ospita molti istituti legati al vino mentre Valdobbiadene è invece il cuore produttivo dell’area vinicola. I ripidi pendii delle colline rendono difficile l’utilizzo di macchinari per il lavoro e di conseguenza la gestione delle vigne è sempre stata nelle mani di piccoli produttori. Grazie all’amore per la loro terra è stato possibile preservare queste bellissime colline e creare un forte legame tra l’uomo e la campagna.

Nel 2012 il Prosecco ha superato le vendite dello champagne grazie alla sua bassa gradazione alcolica e alla lavorazione breve e semplice. Inoltre nel 2019 ha subito un aumento del 21% delle vendite sui mercati esteri, diventando il vino Made in Italy maggiormente esportato. Delle 464 milioni di bottiglie Doc vendute nel 2018, prodotte su oltre 24 mila ettari di vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, circa 2 su 3 sono state vendute all’estero dove la Gran Bretagna è il più grande consumatore.

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